Canti Devozionali
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Jaya radha-madhava kunja-vihari
Gopi-jana-vallabha giri-vara-dhari
Yashoda-nandana braja-jana-ranjana
Jamuna-tira-vana-chari.
TRADUZIONE ANALITICA (traduzione semantica)
Jaya radha-madhava
Jaya (gloria) Radha Madhava ( del Madhu, il miele spirituale, ambrosia, colui che è più dolce del miele, che dona, plasma la vita secondo nettare)
Radharani, La servitrice principale del Signore Supremo. Krishna= il Signore Supremo, l'infinatamente affascinante, la notte del raccoglimento.
kunja-vihari
kunja ( boschetto, pergolo boschivo, initmità floreale, raccoglimento in Krishna ) vihari ( colui che dona il piacere per rimuove ogni ostacolo sul cammino spirituale, piacere intriso di gioventù e felicità eterna)
Gopi-jana-vallabha
gopi (go= bovini - pa = custodia, tutela - gopi= coloro che proteggono i bovini, qui inteso al femminile)
Jana ( le genti, il popolo, le generazioni ) gopi-jana = le grandi famiglie di pastori
vallabha ( l'amato di: = qui si intende, l'amato dalle famiglie di pastori)
go=bovini
pa= protettori, custodi.
gopa= coloro che proteggono i bovini
Giri-vara-dhari
giri-vara = superficie della collina
dhari (colui che tiene insieme, che sorregge, tutta la superficie della collina/montagna)
Yashoda-Nandana vraja-jana-ranjana
Yashoda (Madre di Sri Krishna)
Nandana ( figliolo)
Yashoda - Nandana (il caro figliolo di Madre Yashoda)
Nanda = figlio/piacere/felicità - Nandana = caro figliolo
Vraja = circolare, luogo-reame di Vraja,
Jana = gente, popolo, generazione.
Vraja - Jana ( il popolo di Vraja)
Vraja come luogo = Vrindavana e d'intorni.
Ranjana = conforto
Vraja-Jana Ranjana ( Sri Krishna è il conforto del popolo di Vraja)
jamuna ( diramazione del fiume Gange, fiume di Vrindavana)
tira (argini)
Vana = (bosco, selva)
Cari = colui che cammina
Jamuna-tira-vana-chari = (colui che cammina sulle rive boscose del fiume Yamuna)
Jaya rādhā-mādhava kuṅja-bihārī
Gopī-jana- vallabha giri-vara-dhārī
Yaśodā-nandana vraja-jana-raṅjana
Yamunā-tīra-vana- cārī
TRADUZIONE D'INSIEME
Jaya - vittoria (l'interiazione, esclamativa ed osannante:"viva!").
Rādhā - E' il nome della prediletta da shri Krishna: ella riassume le qualità significate nella filologia dei vocaboli ora illustrata, diffondendo, mirabilmente, il prodigio di estendere la devozione per shri Krishna a coloro i quali le sono prossimi.
Altri significati secondo il vocabolario sanscrito di Klaus Mylius:
1) il mese di Vaiśakha (21 aprile-21 maggio);
Il mese di Vaiśaka, in India, è considerato, climaticamente, giàestivo, ma, ancora nella fase nella quale la durata della luce diurna si allunga, per cui, esso è, nell'ottavo capitolo della Bhagavad Gita, considerato anche un mese favorevole per raggiungere l'Assoluto, shri Krishna.
2) benedizione; 3) beneficienza; 4) dono; 5) generosità; 6) successo; 7) vigore; 8) anelito.
E' il nome di una posizione dalla quale scagliare una freccia.
La "freccia" scagliata nella posizione detta: "Rādhā" è un raggio digrazia, da shri Krishna in lei, quindi riflesso da lei ai fedeli, irrorandoli e benedicendoli di grazia come fede, fiducia, fedeltà, verso shri Krishna, l'Essere sommo.
Mādhava - E' il nome della primavera, specificamente del secondo
mese, detto anche Caitra, quando shri Balarama danza
rappresentando shri Krishna, in Vrindavana.
Quindi, il mese di Vaiśakha rappresenta śrī śrī Rādhā-Kṛṣṇa.
"Mādhava" significa inoltre la discendenza del Madhu, il miele.
Nelle forme attributive, individuiamo un allungamento della vocale della radice, in questo caso la "a".
"Mādhava" è l'appellativo collettivo della famiglia Yadu, nella sua discendenza "lunare". Infatti, opera della luna è la linfa nei fiori, dalla quale, "Madhu", il miele.
Il Reame spirituale E' insito all'Interno del Loto, gli Occhi di shri
Krishna, l'Essere supremo, per cui, Essenza di Tale Fiore, Egli
Stesso E' Mādhava, ontologicamente.
Interiore, di raccoglimento interno, è perciò chiamata la natura
spirituale Sua, "Antaranga shakti".
Kuňja- Pergola, o, per i giardinieri, un luogo di ritiro ombroso,
luogo di incontri interiori di frammenti di attimo senza tempo,
eterni nell'adorazione.
Vihārī - è una forma participiale presente che intende un piacere,
sacro, in questo caso riferito al kuňja, la pergola/luogo di
adorazione interiore. "Vihāra" può essere un chiostro, con un
giardino al centro, un'arena di sacrificio, un'edicola per il culto.
Qua si intende il culto perpetuamente giovane nella memoria
eterna, cioè trascendentale.
Gopī - "Go" vuole dire: "terra", "mucca", "sensi". "Pāh", al
maschile, "pīh" al femminile, vuole dire: "Colui che custodisce.
Le gopī sono le rispettive dei pastori.
Jana - "Jana" corrisponde al latino: "gens", cioè: "dinastia",
"discendenza", "gente", "famiglia ramificata o meno", o, perfino,
"gente" come si intende nell'italiano usato oggi.
Vallabha- è il prediletto, l'amato, il favorito.
Gopī-jana-vallabha, in sanscrito, è un composto che intende: "Colui
che è caro al popolo dei pastori".
Giri- vuole dire: "altura".
Vara - vuole intendere sia il sollevamento che l'anelito, che la
superficie fisica di una zona. "Giri-vara" intende quindi, qui, il
sollevamento della collina Govardhana, il che è, ulteriormente,
confermato da: "dhārī" che è "Colui che tiene", al participio
presente, dalla radice "dhar-" del verbo "tenere".
yaśoda- "yaśaḥ" è la fama. Yaśoda è colei la quale diffonde la fama
di shri Krishna, Nandana è il diminutivo ed anche il vezzeggiativo,
del sostantivo: "Nanda", che vuole dire: "figlio".
Yaśodanandana è perciò il figliolo di madre Yaśoda.
"Raňjana" è colui che allieta, in forma di participio presente.
Vraja-jana, è la gente di Vraja.
Ṥrī Kṛṣṇa è perciò Colio Che allieta la gente di Vraja.
La Yamunā, proveniente dai Piedi di Loto di śrī Viṣṇu, essa è un a
diramazione del Gange, la quale passa per Vṛndavāna.
"Tīra" , in sanscrito, è la riva, "vana" è il bosco- "cārī" è chi
cammina.
Ṥrī Kṛṣṇa passeggia, sulle rive, boscose, della Yamunā, affiliazione
del Gange, la quale attraversa Vṛndavāna.
Contributo editoriale tratto dal vocabolario sanscrito di Klaus Mylius.
